
| Codesto Santuario appartiene alla Chiesa Parrocchiale di Larderia dopo il riconoscimento ufficiale della Curia Arcivescovile di Messina emanato nel 1794, in seguito alla contesa con i naturali di S. Filippo Superiore.Per tale riconoscimento ufficiale, al lato destro della porta maggiore della Chiesa Parrocchiale di Larderia, fu murata, allora e tutt’ora esiste la lapide:Il Santuario di Dinnammare appartiene alla Chiesa Parrocchiale di Larderia dopo il riconoscimento ufficiale della Curia Arcivescovile di Messina emanato nel 1794, in seguito alla contesa con gli abitanti di S. Filippo Superiore.
SACELLUM QUOD IN MONTE BIMARI EXSTAT ECCLESIA DIVI JOANNIS LARDARIAE NONNULLIS CONTRA OBNITENTIBUS APUD JUDICES SUUM ESSE PLANE EVICIT OSTENDITQUE ANNO 1794 Sulla cima di Dinnammare, in tempi remotissimi sorgeva una specola o torre, da cui le sentinelle spiavano le mosse del nemico che veniva dal mare. Ce lo fa sapere Solino,n Scrittore latino della fine del III secolo dopo Cristo, con queste parole: ” Neptunio specula est in Thuscum et Adriaticum”. Dov’era l’antica torre, più tardi, nell’era cristiana, i Messinesi posero miglior sentinella per l’uno e per l’altro mare: la SS. Vergine, a cui eressero una chiesetta. Non sappiamo precisamente quando, ma si suppone l’epoca bizantina. Il quadro che si venerava era molto antico e vi è “costante tradizione in quei luoghi” dice il P. Placido Samperi, che l’immagine della Madonna sia capitata lassù a seguito a questo prodigio: mentre alcuni pescatori stavano rivedendo e racconciando le loro reti, nella spiaggia del mare, più vicina al monte ( la spiaggia di Larderia), videro verso la riva due mostri marini, sostenenti sulla schiena un quadro, e ivi depostolo, tuffarsi nelle onde e sparire. Pieni di stupore, quei pescatori corrono a vedere il quadro e, al mirar l’immagine della Madonna, si commuovono e s’ inginocchiano sul lido, versando lacrime di tenerezza; la baciano e ribaciano, ringraziandola d’esser voluta venire sulla loro spiaggia. Quei pescatori attribuirono il fatto al naufragio di qualche veliero, che, insieme alla mercanzie, portava quel quadro; e alla predilezione di Maria per la città di Messina, dov’era universalmente onorata. La notizia dello sbarco prodigioso del quadro volò come il vento, e verso il lido, fu un accorrere di tutti i ceti e di tutte le età per vederlo e per baciarlo. Il lido era diventato un santuario! Quei buon pastori, dopo aver venerato e fatto venerare sulla spiaggia la prodigiosa immagine, la portarono sulla vetta di Dinnammare, dove sorgeva la Chiesetta della Madonna. non si sà per quanto tempo il quadro miracoloso sia stato lassù, si sa però dal Samperi che, nel 1644, data la pubblicazione della sua “Iconologia della B. V. Maria, lassù si venerava una immagine di mezzo rilievo della Madonna, perché il quadro primitivo era stato rubato da ignoti. Una copia del quadro miracoloso si conserva a Messina in una cappelletta rustica larga e lunga otto palmi,nella contrada Zaera. Quadro e cappelletta erano stati fatti costruire da un contadino dei villaggi vicini, tanto devoto della Madonna di Dinnammare che, ogni anno, a proprie spese, ne celebrava sul monte la festa, e oltremodo desideroso di diffonderne il culto. Sappiamo che quell’immagine divenne veneratissima ed operò prodigi. Su quella copia, un’altra ne fece fare un’altro devoto, verso il 1596, dovendo servire per la nuova chiesetta che faceva costruire nello stesso luogo, sotto il titolo di Dinnammare inferiore, perché troppo angusta, per la devozione crescente, l’edicola primitiva. Il nuovo quadro, dapprima, fu collocato sull’altare maggiore e, più tardi, in una cappella a destra, quando la chiesetta prese il nome dell’Annunziata. La nuova chiesetta misurava 30 palmi di lunghezza e 16 di larghezza. Quella chiesetta, nel 1615, fu affidata ai PP Agostiniani Scalzi, i quali l’officiarono fino al 1866. Il Samperi a pag 292 della sua Iconologia ci dà l’incisione di quest’ultima immagine . Sta la SS Vergine seduta in trono. Il capo e la persona coperta è coperta da un manto che scende fino a terra. Sul ginocchio destro è disteso un cuscinetto su cui siede il Bambino, ch’ Ella tiene con al destra, mentre mostra di volerlo tenere anche con al sinistra. Il Bambino e la Madonna si guardano. Il Bambino la guarda sorridente, tenendo l’indice della destra rivolto a lei e la mano sinistra aperta. Dal volto del Bambino e della Madonna emanano raggi come quelli di ostensorio. I due dipinti, oggi, non esistono più. Verso l’anno 1600, gli abitanti di Larderia vollero far dipingere un nuovo quadro. Il pittore però anziché riprodurre la Madonna com’era dipinta nelle copie rimaste, ne dipinse soltanto il busto, e dal busto in giù involse la figura in una bianca nuvola. Si preoccupò di dipingere la scena dei delfini che portano il quadro alla riva. Quel quadro però non restava sempre sul monte; vi si portava nel tempo della festa in Agosto. Durante l’anno restava a Larderia ed era collocato sopra un apposito altare, che sorge a man destra della porta della sacrestia, sotto la graziosa cappella di S Giacomo. Il Santuario di Dinnammare era rimasto senza un quadro fisso. Vi pensò la Madonna a farvelo collocare. Un pastorello di buoi, della famiglia Occhino stava a guardare il suo armamento alle falde del monte. Salito sulla vetta, s’imbatte in una tavoletta di pietra dov’era scolpita rozzamente la Madonna col Bambino fra le braccia. Se lo porta a casa in Larderia ma il mattino seguente non lo trova più in casa, ma nel posto dove l’aveva trovata. La riporta a casa altre due volte e altre due volte la ritrova sulla cima del monte. Saputo ciò il cappellano di Larderia , ordina che la tavoletta di pietra si porti in parrocchia , ma il giorno seguente la tavoletta si trova sulla cima del monte. Era troppo manifesto che la Madonna voleva restar lassù. E lassù la collocarono sopra l’altare. Nella notte del 30 settembre 1837, durante un terribile temporale, un fulmine colpiva la tavoletta di pietra trovata dal pastorello Occhino che era murata sopra l’altare di Dinnammare. Non rimasero intatte che le teste e parte del collo della Madonna e del Bambino. Quei frammenti furono murati nella C
Ancora oggi, nei tempi della festa di Dinnammare si trasporta processionalmente, nelle prime ore del 4 Agosto, Il pittore rappresenta la scena del trasporto del quadro sul dorso dei delfini. La Madonna è assisa in trono, col Bambino appoggiato sopra il braccio destro il volto della Madonna è assai dolce, ed ispira devozione. Il Bambino è leggiadro. Nulla manca al quadro per poter dirsi bello.
Nella notte tra il 3-4 agosto, il quadro chiuso in una scatola di legno, viene portato sul capo dai fedeli tra canti e preghiere fino al monte, prima che sorga il sole, il quadro è già collocato sull’altare del Santuario montano e vi rimane sino alla mattina del giorno seguente. Dopo l’ultima messa del giorno 5 alle ore 6,30 il Quadro, chiuso in una scatola di legno, viene trasportato, tra canti e Viva Maria, alle falde di Dinnamare, dov’è la Chiesa di San Biagio. Di là, nel pomeriggio del 5 Agosto, si porta in processione per le vie di Larderia, nella cui chiesa parrocchiale, la mattina si sono svolte funzioni solenni.
Fedeli! Visitiamo con sentimenti di pietà la Madre Santissima sul monte di Dinnammare, dove a voluto porre la sua dimora. Il Santuario non è un luogo di ritrovo o di avventure, ma di preghiera. Ai veri devoti la Madonna concede le grazie.
Fonte: Libretto preghiere e canti in onore di Maria SS. di Dinnammare.
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hiesa di S. Sebastiano a Larderia al lato destro dell’altare maggiore, dove ancora sono venerati dai fedeli. Altra tavoletta di marmo venne presto collocata, al posto della prima, nel Santuario di Dinnammare, rappresentante la SS Vergine col Bambino in braccio. Ai lati inferiori si vedono i due delfini che portano l’immagine sulla schiena. Codesta tavoletta di marmo ancora è al suo posto nel Santuario.
da Larderia al monte, il bel quadro di Michele Panebianco, buon pittore messinese dell’ Ottocento, fatto eseguire a spese dai fedeli.
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